D'ogni ben che conserva in qualche foggia
l'essere in sé, ne' figli o nella fama,
beltà il segno si dice: ma la forma
per più propria beltà si pregia ed ama,
perché la virtù scuopre, ch'intra alloggia,
come la mole agli usi suoi conforma,
l'avviva e tempra con arte e possanza.
Ma, se mal serve all'uso di chi informa,
come goffo giubbon fa laido volto,
segnal d'ingegno stolto,
o di poter non molto,
chi non poté o non seppe ben sua stanza
formar; onde è di vita rea speranza.
Ma, s'ella è brutta fuori e bella dentro,
come in Esopo, industria asconde e vita.
Peggio è, se è bello il cerchio e brutto il centro;
pessima è, quando è d'ambi mal fornita.