Amor, che dal Valor e Senno Primo
procede e lega que' con dolce nodo,
del Sommo Ben, ch'è l'esser suo mai sempre,
è voluntate e gaudio sopra modo
di sé a sé, sicur ben, sempre opimo.
Amor, infuso del mondo alle tempre,
del suo gaudio e comodo è pur desire,
che nel futuro mai non si distempre,
ond'egli perda il sembiante divino.
Ma l'amor, che 'l destino
fe' alle parti meschino,
più tosto è desiderio che gioire
del proprio ben, che va sempr'al morire.
Amor dunqu'è piacer d'immortal vita
in tutti: ma chi in sé perderla sente,
la cerca altronde, e 'l consiglio l'invita
a trovar via di non morir repente.