É, ciò ch'è, perché puote, sape ed ama;
non è, quel ch'esser non può, ignora o abborre,
per sé, o per forza d'altri, o del Primo Ente,
ch'è monotriade. E quel ch'all'esser chiama,
partecipando tre eminenze, corre,
pur limitato sempre dal niente,
all'esser suo finito,
che sta in quello infinito
esser, eterno, solo, independente,
che creò, come base
d'ogni essenza seconda,
lo spazio, immenso vase,
ch'è penetrato, penetra e circonda.