Dio cosa nulla odia, ché affanno e morte
da lor non teme; ma sua vita propia,
da lor partecipata, in sé vagheggia,
tutte avendo per buone, e bench'inopia
di più sembianza sua nell'alme torte
si dica odiar, e' non langue o vaneggia,
ch'indi e' ben non mendìca, e n'ha a dovizia
per sempre dar; ma il suo Fato pareggia,
con ta' detti odii e morti, l'Armonia
di sua gran monarchia.
Né 'l mondo, a chi ben spia,
odia sue parti; ma prende a letizia
lor guerre e morti, che fanno a giustizia
in altre vite, dove gli è mestiero.
Così il pan duolsi e muore, da me morso,
per farsi e viver sangue, e questo io chiero;
poi muore il sangue alla carne in soccorso.