Io con gli amici pur sempre ti scuso
ch'altro secolo in premio a' tuoi riserbi;
e che i malvagi in sé sieno infelici,
sempre affligendo gli animi superbi
sdegno, ignoranza e sospetto rinchiuso;
e che di lor fortune traditrici
traboccan sempre al fine. Ma gli amici,
se, quelli dentro e noi di fuor, siamo
tutti meschini, chieggon la cagione,
che fa nel nostro mal tue voglie buone;
che se gli altri enti e noi, figli d'Adamo,
doveamo trasmutarci a ben del tutto
di magione in magione,
perché non fai tal muta senza lutto?