Autor dell'universo e di sue parti
fu il Senno, a cui Natura è quasi figlia,
l'arte nostra è nipote,
che fa quel che far puote,
l'idee mirando, che la madre piglia
dall'avo, che d'un'arte fe' tante arti.
Però sé sente ed ama
per essenza e per atto
ogn'ente, e l'altre cose,
in quanto sente sé mutato, e fatto
quelle per accidente. Indi odia e brama
chi a male o ben l'espose.
Talché il mutarsi in noi saper si chiama.