Se, di vivere in scambio, alcun s'uccide,
se stesso o i figli o l'opre sue famose,
lo fa per migliorar di vita, essendo
il viver nostro e delle nostre cose
morir continovo, che mai non side
senza mutarsi, o mancando o crescendo;
ed ogni mutamento è qualche morte,
uno stato acquistando, altro perdendo
d'atto, o di quale, o di quanto, o di essenza.
E se con violenza
si fa, reca doglienza;
e gioia, fatto con natural sorte.
Quel che fu o sarà a ciascun par forte
e l'esser sol presente è certo e piace;
e se repente a forza il muta, duolsi,
sì che il morir comun manco gli spiace
che 'l proprio; ch'è 'l mutar, com'io raccolsi.