Per le medesme eminenze ch'io soglio
dir di se stesse oggetti,
essenza, verità e bontade insieme,
ti prego, s'io di maschere le spoglio,
quella colpa rimetti,
che tôrre i falsi dèi dall'uman seme
vantansi, e più ci preme.
Chi vide ch'unquanco in terra si faccia
il tuo voler, sì come si fa in cielo?
chi d'ignoranza il velo,
chi il giogo sotto gli empi, che n'allaccia,
in fatti rompe o straccia?
Sol libertà può farci
forti, sagaci e lieti. E 'l suo contrario
valere a consumarci
di sei milla anni mostra il gran divario.