L'Essere è il Sommo Ben, che mai non manca,
e di nulla ha bisogno, e nulla pave.
Amanlo tutti sempre; e' sol se stesso,
perché non ha maggior, né più soave.
S'egli è infinito, noi di morte affranca,
ché fuor non ha, né dentro a lui framesso
puote il Niente star. Né dunque alcuna
cosa s'annulla, ma si cangia spesso.
Lo spazio immenso all'esser d'ogni cosa
è base in lui nascosa,
che solo in sé riposa,
da cui, per cui e in cui son tutte in una;
e da cui lontanissima è ciascuna
da infinito finita; e perch'è incinta
e cinta, è vicinissima anche, stante
in lui viva e per lui, s'è per noi estinta,
come pioggia nel mar mai non mancante.