Vengo a te, potentissimo Signore,
sapientissimo Dio,
amorosissimo Ente primo ed uno:
miserere del nostro antico errore;
cessi ornai l'uso rio;
non sia più l'uno all'altro uomo importuno;
tornin, dove io gli aduno,
alla prima Ragion tua; donde errando,
siamo trascorsi a diverse menzogne,
talché ognun par ch'agogne
farsi degli altri Dio, gli occhi abbagliando
al popol miserando,
già di cieca paura
sforzato a perseguir chi ben gli adduce;
ond'io sto in sepoltura,
perché lor predicai la prima luce.