A te tocca, o Signore,
se invan non m'hai creato,
d'esser mio salvatore.
Per questo notte e giorno
a te lagrime e grido.
Quando ti parrà ben ch'io sia ascoltato?
Più parlar non mi fido,
ché i ferri, c'ho d'intorno,
ridonsi e fanmi scorno
del mio invano pregare,
degli occhi secchi e del rauco esclamare.