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1568–1639

88

Tommaso Campanella

Quegli beato è, del Signor c'ha santa temenza; sicuro e lieto il fa sua legge pia. Di costui in terra alligna il seme potente, del giusto il germe ognor benedetto fìa.

Ne' cui bei tetti ricchezza e gloria abonda, in tutti tempi alberga la giustizia. Pur ne le tenebre a' santi il bel lume si mostra del pietoso Dio splendido tuttavia.

Giocondo è sempre il donator largo e benigno; dal buon giudizio non si rimove mai. Il suo nome mai non potrà estinguere morte, né mala fama teme, e vittorioso vola.

Sta nel Signor fermo e sempre di speme ripieno: non si movrà innanzi ch'ogni nemico pèra. Il suo divise, e mangiâro i poveri amici; gloria subblima il corno potente suo.

Il che vedendo poi, il peccator tristo s'adira, dibatte i denti, e pur rabioso crepa. Del giusto, ancor che al tardo, il disegno riesce, e de' malvagi l'empia voglia père.

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88 · Tommaso Campanella · Poetry Cove