Quegli beato è, del Signor c'ha santa temenza;
sicuro e lieto il fa sua legge pia.
Di costui in terra alligna il seme potente,
del giusto il germe ognor benedetto fìa.
Ne' cui bei tetti ricchezza e gloria abonda,
in tutti tempi alberga la giustizia.
Pur ne le tenebre a' santi il bel lume si mostra
del pietoso Dio splendido tuttavia.
Giocondo è sempre il donator largo e benigno;
dal buon giudizio non si rimove mai.
Il suo nome mai non potrà estinguere morte,
né mala fama teme, e vittorioso vola.
Sta nel Signor fermo e sempre di speme ripieno:
non si movrà innanzi ch'ogni nemico pèra.
Il suo divise, e mangiâro i poveri amici;
gloria subblima il corno potente suo.
Il che vedendo poi, il peccator tristo s'adira,
dibatte i denti, e pur rabioso crepa.
Del giusto, ancor che al tardo, il disegno riesce,
e de' malvagi l'empia voglia père.