Musa latina, è forza che prendi la barbara lingua:
quando eri tu donna, il mondo beò la tua.
Volgesi l'universo: ogni ente ha certa vicenda,
libero e soggetto ond'ogni paese fue.
Cogliesi dal nesto generoso ed amabile pomo.
Concorri adunque al nostro idioma nuovo.
Tanto più, che il Fato a te die' certo favore,
perché, comunque soni, d'altri imitata sei:
d'Italia augurio antico e mal cognito, ch'ella
d'imperii gravida e madre sovente sia.
Musa latina, vieni meco a canzone novella:
te al novo onor chiama quinci la squilla mia,
sperando imponer fine al miserabile verso,
per te tornando al già lagrimato die.
Al novo secolo lingua nova instrumento rinasca:
può nova progenie il canto novello fare.