Skip to content
1568–1639

82

Tommaso Campanella

La fabbrica del mondo e di sue parti, e di lor particelle e parti loro gli usi accertati, il mirabil lavoro pòn, saggio Autor, buon senza fin provarti.

Poi gli abusi de' bruti e di nostre arti, de' mali il gaudio e de' buoni il martoro, l'errar ciascun dal fine, a me ch'ignoro, dicon che 'l Fabbro dal Rettor s'apparti.

Possanza, Senno, Amor, dunque, infinito commette altrui il governo e si riposa: dunque si invecchia o si fa negligente? Ma un solo è Dio, da cui sarà finito

tanto scompiglio, e la ragion nascosa aperta, onde peccò cotanta gente.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
82 · Tommaso Campanella · Poetry Cove