La fabbrica del mondo e di sue parti,
e di lor particelle e parti loro
gli usi accertati, il mirabil lavoro
pòn, saggio Autor, buon senza fin provarti.
Poi gli abusi de' bruti e di nostre arti,
de' mali il gaudio e de' buoni il martoro,
l'errar ciascun dal fine, a me ch'ignoro,
dicon che 'l Fabbro dal Rettor s'apparti.
Possanza, Senno, Amor, dunque, infinito
commette altrui il governo e si riposa:
dunque si invecchia o si fa negligente?
Ma un solo è Dio, da cui sarà finito
tanto scompiglio, e la ragion nascosa
aperta, onde peccò cotanta gente.