Tu, che, forza ed amor mischiando, reggi
e muovi gli enti simili e diversi,
ordinati a quel fine, ond'io scoversi
il Fato, l'Armonia di tutte leggi;
s'è ver che i prieghi di cosa correggi
non decretata negli eterni versi,
ma solo i tempi prosperi e perversi
d'affrettar o tardar ne privileggi;
così prego io, che tant'anni mi truovo
di sciocchi e d'empi favola e versaglio,
e nuove ingiurie e pene ognora pruovo:
allevia, abbrevia, Dio, tanti travagli;
ché tu pur non farai consiglio nuovo,
se a libertà antevista quinci saglio.