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1568–1639

32

Tommaso Campanella

In noi dal senno e dal valor riceve esser la nobiltade; e frutta e cresce col ben oprare; e questo sol riesce di lei testimon ver, com'esser deve.

Ma la ricchezza è assai fallace e lieve, se a luce da virtù propria non esce. Il sangue è tal, che a dirlo me n'incresce: ignorante, falsario, inerte e greve.

Gli onor, che dar dovrebbon più contezza, con le fortune tu, Europa, misuri, con gran tuo danno, che 'l nemico apprezza. Giudicar l'arbor da' frutti maturi,

non d'ombre, frondi e radici, sei avvezza: poi, perché tanta importanza trascuri?

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