Quinci impara a stupirti in infinito,
che l'Intelletto divino immortale,
perché divenga l'uom celestiale,
si sia di carne (oh santo Amor!) vestito;
ch'egli sia anciso da' suoi, e seppellito;
che poi sen venne a vita trionfale
e ascese in Cielo; che ciascun fia tale,
chi s'è con lui per vivo affetto unito.
Che chi muore pel caldo di ragione,
sofisti atterra, ipocriti e tiranni,
che vendon l'altrui mal per divozione;
che 'l giusto morto i vivi empi condanni,
or fatta legge al mondo ogni sua azione,
e egli giudice al fin degli ultimi anni.