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1544–1595

XXXVIII

Torquato Tasso

Ben per tuo danno in te sì larga parte del suo divino spirto Apollo infonde, e i doni suoi, perché tu sol n' abonde, sì scarsamente a noi versa e comparte.

Ché se fosse in altrui l' ingegno e l' arte che 'n te quasi sepolto oggi s' asconde, sol da gli alti tuoi pregi, e non altronde, torria nobil materia a mille carte.

Tu, mentre gli occhi in ogni parte giri, né ritrovi al tuo canto egual soggetto, pien di sdegno gentil taci e sospiri. Perché dir di te stesso a te non lece?

Perché ciò deve a Scipio esser disdetto, se già (né senz' onor) Cesare il fece?

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XXXVIII · Torquato Tasso · Poetry Cove