Chi 'l pelago d' amor a solcar viene,
in cui sperar non lice aure seconde,
te prenda in duce, e salvo il trarrai donde
uom rado scampa a le bramate arene.
Tu le Sirti, e le Scille, e le Sirene,
e qual mostro più fiero entro s' asconde
varchi a tua voglia, e i venti incerti e l' onde,
qual nume lor, con certe leggi affrene.
Poi quando addutte in porto avrà le care
sue merci, ove le vele altri raccoglie
e 'l tranquillo d' amor gode securo,
te non pur novo Tifi o Palinuro,
ma suo Polluce appelli, e 'n riva al mare
appenda al nume tuo votive spoglie.