Ahi ben è reo destin che 'nvidia e toglie
al mondo il suon de' vostri chiari accenti,
onde adivien che le terrene genti
de' maggior pregi impoverisca e spoglie.
Ch' ogni nebbia mortal, che 'l senso accoglie,
sgombrar potea da le più fosche menti
l' armonia dolce, e bei pensieri ardenti
spirar d' onore, e pure e nobil voglie.
Ma non si merta qui forse cotanto,
e basta ben che i seren' occhi e 'l riso
n' infiammin d' un piacer celeste e santo.
Nulla fora più bello il paradiso,
se 'l mondo udisse in voi d' angelo il canto
sì come vede in voi d' angelo il viso.