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1544–1595

XXXIV

Torquato Tasso

La terra si copria d' orrido velo e di gelate falde a mille a mille, né l' acque del gran fiume eran tranquille, e ritardava il corso al duro gielo,

quando ecco io vidi il Dio che nacque in Delo strugger il ghiaccio e le indurate stille, e qual gemma ch' al lume arda e sfaville splender le nubi e serenarsi il cielo.

Mentre in altrui sì strani effetti ancora guardava, il freddo cor sentia cangiarsi e la nebbia sparir de' miei disdegni. Allor grida: “Deh, che 'l bel sole ond' arsi

s' appressa, e vanno inanzi i novi segni sì come a l' altro sol la bella Aurora”.

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