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1544–1595

XXV

Torquato Tasso

A' servigi d' Amor da gioco eletto, lucido specchio anzi il mio sol reggea, e specchio intanto a le mie luci io fea d' altro più chiaro e più gradito oggetto.

Ella al candido viso et al bel petto, vaga di sua beltà, gli occhi volgea, e le dolci arme, or che di morte è rea, d' affinar contra me prendea diletto.

Poi, come terse fiammeggiar le vide, ver' me girolle, e dal sereno ciglio al core andò più d' un pungente strale. Ma non previdi allor tanto periglio:

or, se Madonna a' suoi ministri è tale, quai fian le piaghe onde i rubelli ancide?

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