ché piaga di tua mano e di tuo strale
uccidendo sarebbe anco vitale.
Quanto, oh quanto t’inganni! O vuoi severa,
o vuoi clemente dar pena o perdono,
clementissima sei, dolce guerriera,
s’uccidi tu: chiami castigo il dono.
Per l’altrui ferro il tuo nemico pèra;:
atto de l’ira tua ministro io sono:
il capo io troncherò di quel Rinaldo,
benché diaspro fosse o ferro saldo.