Così parlava, e le non corse strade
solca fra l’occidente e ’l mezzogiorno.
Già son dove ogni stella sorge e cade
e sempre gira egual la notte e ’l giorno.
Qui miete l’anno le mature biade
due volte, e doppio ha il verno il suo ritorno;
vanno innanzi scorrendo, e già lor sorge
il polo cui l’Europa unqua non scorge.
Miran quasi duo nuvoli di molte
luci in un congregate, e in mezzo a quelle
girar con angustissime rivolte
due pigre e brune e picciolette stelle;
e sovra lor, di croce in forma accolte,
quattro più grandi luminose e belle:
– Eccovi i lumi opposti al freddo Plaustro,
che qui segnano – disse – il polo d’Austro.–
Miran duo merghi indi con l’ale molli
quasi radendo andar l’onda marina.
La fatal donna a i duo guerrier mostrolli
per segno che la ripa è già vicina.
Ed ecco di lontano oscuri i colli
scopron de l’umil terra peregrina;
lor nel petto un desio subito viene
di lasciar l’acque e di calcar l’arene.