Erbe felici, che già in sorte aveste
di vento in vece, e di temprato sole,
il raggio di duo luci accorte oneste,
e l' aura di dolcissime parole;
che già dal bianco piè presse cresceste,
e qualor più la terra arsa si duole,
pronta a scemar il vostro ardor vedeste
la bella man, che i cori accender suole;
ben sete dono aventuroso e grato,
ond' addolcisco il molto amaro, e sazio
il digiuno amoroso a pieno i' rendo.
Già novo Glauco in ampio mar mi spazio
d' immensa gioia, e 'l mio mortale stato
posto in oblio, divina forma i' prendo.