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1544–1595

VI5

Torquato Tasso

Amor, ma tu che gli intricati giri del cieco labirinto aprir potesti, ardita industria in quel bel petto spiri e ’l modo de l’uscir le manifesti,

e fai piana la strada a’ suoi desiri ove Fortuna non la turbi e infesti. Consiglia Amor costei che l’armi invole di cui cinta Clorinda andarne suole.

L’armi tanto temute ed onorate nel campo de’ pagani e nel francese, con le quai vista fa molte fiate far la nobil guerriera illustri imprese,

dal loco ove riporsi erano usate furtivamente la donzella prese; ch’uscir senza divieto è quasi certa sotto le false imagini coperta.

Quinci in disparte un fido servo appella e gli dice: – Un destriero or mi prepara, né di ciò per tuo cenno o per favella s’aveggia alcun, se mia salute hai cara,

ch’io vuo’ fuggir da gente iniqua e fella fra cui la vita mia mal si ripara; ben tutto saprai tu, ma ’l mio rifugio non richiede al partir più lungo indugio. –

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