Se con l' età fiorita s' è dileguato il fiore de la vaga beltà, ch' alletta amore, in voi, canuto amante,
amar che debbo? Fè salda e costante: che immortal fia, s' è ben mortal la vita. Com' esser può fedele
quegli, in cui dubbio avanza e timor l' incertissima speranza? Non teme la mia fede, e certo è 'l dubbio mio, che di mercede
degni fiano i miei preghi e le querele. Che pregate? Ch' io v' ami? Che m' amiate vi prego. S' amor premio è d' amore, amar vi nego;
ché tra le nevi e 'l gelo, di che la bianca età vi sparge il pelo, non vive amor che desioso brami. Amor vive ne l' alma,
che tragge da le stelle il suo principio, ond' è immortal con elle. E perché pur le brine mi spargono degli anni il mento e 'l crine,
non gela la mia fiamma interna ed alma; anzi, sì come il foco talor ne l' aria bruna si raccoglie in sé stesso, e si raguna
tanto più fortemente quanto è più intenso il verno orrido algente, così il mio ardor più forte è in freddo loco. Ma se quel ch' è nascoso
si conosce da quel che fuor si mostra, a quai segni vegg' io la fiamma vostra? Ghiaccio è ciò che n' appare. La fiamma mia per gli occhi miei traspare,
ed esce ne' sospir foco amoroso. Sono gli occhi fallaci, e fallaci i sospiri; ed io, perché gli uni oda e gli altri miri,
non son certa de 'l vero, che ne 'l profondo suo volge il pensiero, né riconosco ancor le interne faci. La mia fè si promette
ch' i sospiri e gli sguardi troveranno in voi fede o tosto o tardi. Ma se l' amor si pasce di quel che piace, o se ne more in fasce,
che trovar puote in voi che lo dilette? De la vostra bellezza avverrà che m' allumi ripercosso il bel raggio ne' miei lumi;
e rimirando voi ne la mia fronte, avrete di voi stessa in me vaghezza. Pur le fonti turbate non rendon vera imago,
e 'ndarno in lor si mira amante vago. Passerete più a dentro in mezzo a l' alma, ov' è d' amor il centro: ivi vedrete la mia fede espressa,
bella sì che fia degna ch' a voi piaccia cotanto, quanto a me gli occhi vostri e 'l vostro canto. Questa è mia propria; questa
amando voi, sarete amante onesta, ch' anima bella in vil corpo non sdegna. S' il mio canto v' è grato, canterò lieta allora
felicissimo amor che m' innamora; e tu, compagna mia, fa de gli accenti tuoi meco armonia, qual Progne canta a Filomena a lato:
– Santo amor, solo è bello quel che 'l tuo raggio rende chiaro ed illustre e 'l tuo bel foco accende: vero ardor, vera luce
non è dove non arde e non riluce negli aspetti e ne l' alme e questo e quello.
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