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1544–1595

Untitled

Torquato Tasso

Or che lunge me si gira il sole e la sua lontananza a me fa verno, lontan da voi, che del pianeta eterno imagin sete, questo cor si dole

in tenebre vivendo oscure e sole; e non si leva mai né si nasconde sì mesto il sol ne l'onde, che non sia cinto di più fosco orrore

l'infelice mio core; né si perpetui rivi han gli alti monti come i duo caldi e lacrimosi fonti. Fonti profondi son d'amare vene

quelli ond'io porto sparso il seno e 'l volto è 'nfinito il dolor che dentro accolto si sparge in caldo pianto e si mantene, né scema una giammai di tante pene

perch'il mio core in dolorose stille le versi a mille a mille; ma, s'io piango e mi dolgo, ei più m'invoglia di lacrime e di doglia;

onde l'amor gradito esser dovrebbe, che senza fin, come il dolor, s'accrebbe. E s'alcun di mercede o di pietate obligo mai vi stringe, esser non deve

circoscritto da fine angusto e breve; perch'è ragion che sì pietosa abbiate, com'io dolente, l'alma e no 'l celiate. Felice il mio dolor se 'l duro affetto

si v'ammollisse il petto, ch'a me voi ne mandaste i messaggieri d'amor, dolci pensieri! Ma per continua prova ei non vi spetra

ché sete quasi dura e fredda pietra. Né pur due lagrimette ancor de' lumi, crudel, vi trassi; e, s'al partir mostraste doglia o pietà d'opre gentili o caste,

quest'è fera cagion ch'io mi consumi e mi distempri in lagrimosi fiumi. Forse talor, di me fra voi pensando, dite: – Ei si strugge amando;

ma non fia ch'ei mi piaccia o tanto o quanto per amore o per pianto; e vana speme l'error suo lusinga qual d'uom che l'ombre in sogno abbracci e stringa –.

Ma siate pur crudel quanto a voi piace, che, s'al candido petto io mai non toglio tutto il freddo rigore e l'aspro orgoglio, né voi torrete a me quel che mi sface

mortai dolore o quell'amor vivace; né mi torrete mai che bella e viva non vi formi e descriva, per voi dolce stimando ogni mia sorte

e dolce ancor la morte, s'avverrà mai che per voi bella e cruda Amor quest'occhi lacrimando chiuda. Vanne, mesta canzone,

ov'è lieta madonna; e, s'ella gira i begli occhi senz'ira, dille che l'amor mio sempre s'avanza nudrito di memoria e di speranza.

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