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1544–1595

Untitled

Torquato Tasso

Tu, ch' i più chiusi affetti miri, spirando entro agli accesi petti, sciogli i miei dubbi, Amore, e porgi dolce refrigerio a 'l core.

Qualor madonna a le mie labbra giunge la sua bocca soave, quasi il vedermi seco a lei sia grave, chiudendo gli occhi, i suoi be' rai m' asconde.

Questo pensier ti punge? Per questo si confonde, da timor vano oppressa, l' alma, e per questo la tua gioia cessa!

Il pensier che l' annoi l' umiltà mia, di sua bellezza indegna, questo timor m' insegna; e turba poi la mia letizia interna

e m' è cagion d' un' aspra pena eterna. Sai che soverchia gioia fa che un' alma si muoia e torni in vita; però se la gradita

tua donna, allor ch' i dolci baci accoglie, i suoi tremuli rai t' invola e toglie, ciò vien però che dolcemente langue la sua virtute e lascia il corpo esangue,

né dar spirto a' begli occhi, od a le membra vigor, più le rimembra; ma di gioconda morte, fiacca languendo, gode in su le porte.

Dunque con qual rimedio potrò levarle un così fatto assedio, a ciò che lieto miri il lampeggiar di due cortesi giri?

Dàlle pietosamente morte, ché di tal morte ella è bramosa, che solo ha per suo fin vita gioiosa.

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