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1544–1595

Untitled

Torquato Tasso

Sceglieva il mar perle, rubini ed oro, che quasi care spoglie e ricche prede di tante sue vittorie ancor possiede e del suo proprio e suo maggior tesoro,

per donarlo a costei che Giove in toro cangiar farebbe e per baciarle il piede; e mentre bagna più l'arena o cede, parea dir, mormorando, in suon canoro:

– O ninfa, o dea, non de l'oscuro fondo uscita ma del ciel, che mia fortuna placida rendi allor che tutta imbruna, te seguo in vece di mia vaga luna:

deh, non fuggir se pur m'avanzo e inondo, ché lascio i doni e torno al mio profondo –.

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