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1544–1595

Sonetto

Torquato Tasso

Quella, che nome aver di Dea non merta, Nè l'instabil suo Regno il bene e 'l male, Che da celeste scende ordin fatale, Sovente varia, e mesce, e nulla accerta.

Onde, perch'aspramente io già sofferta Abbia più d'una piaga di suo strale, La spero amica; e, s'anco io non l'ho tale, L'anima ho contra lei d'arme coverta.

E se fia mai che di turbarmi cessi Fortuna, o ch'uso renda almen leggieri I novi arnesi onde s'è l'alma armata; Volerò forse ancora, ov'io m'appressi

A quel, ch'alzò d'immortal piume alata, Giusta ira al ciel sovra non giusti Imperi.

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Sonetto · Torquato Tasso · Poetry Cove