La bella Aurora mia, ch' in negro manto
inalba le mie tenebre e gli orrori,
e de l' ingegno mio ravviva i fiori
che prima distruggea l' arsura e 'l pianto,
mi risveglia e m' invita a novo canto,
e quasi augel che desto a i primi albori
saluti il giorno, il sol cantando adori,
l' adoro e 'nchino e le do lode e vanto.
La lingua muta un tempo e poscia avezza
a formar con dolore ogni suo detto
or canta la mia gioia e la sua luce:
almo raggio d' Iddio, vera bellezza
ch' arde ma non consuma e sol produce,
novi frutti d' amor, pace e diletto.