Mentre non anco è 'l porto a te sparito
di questo Egeo ch' Amor turba e raggira,
e piana è l' onda e il vento amico spira,
Varan, le vele accogli e torna al lito,
ché se desio di nova preda ardito
o dolce canto oltre t' alletta e tira,
vedrai di questo mar l' orgoglio e l' ira,
fra mille morti timido e smarrito.
O quante c' or nel sen placido asconde
fremer Cariddi allora e Scille udrai,
né già mercé cantando ivi s' impetra.
Qual misero Arione anch' io la cetra
ebbi ne la tempesta, e se cantai
non vidi al canto mio Delfin tra l' onde.