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1544–1595

LXXV

Torquato Tasso

Costei, ch' asconde un cor ferino et empio sotto cortese angelica figura, m' arde d' ingiusto foco e si procura gloria dal mio dolore e dal mio scempio,

e prender vuol da quella mano essempio che prima osò con dispietata arsura, per farsi nota ad ogni età futura, struggere antico e glorioso tempio.

Ma non fia ver giamai che ne' lamenti suoni il suo nome, e rimarrà sepulta del suo ardir la memoria e 'l nostro male, ché fama ella n' avria s' i miei lamenti

fessero istoria, e fia vendetta eguale lasciarla in un silenzio eterno occulta.

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