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1544–1595

LXXIX

Torquato Tasso

Ahi, quale angue crudele entro al mio seno serpendo tanto in lui furore accolse, e chi formò le voci e chi disciolse a la mia lingua ingiuriosa il freno,

sì che turbò Madonna e 'l bel sereno de gli occhi vaghi in atra nebbia involse? Quel ferro ch' Efialte al ciel rivolse non fu d' errore o di furor sì pieno.

Or qual arena sì deserta o folto bosco sarà tra l' alpi ov' io m' invole da l' altrui vista solitario e vago? Lasso, e come oso or di mirare il sole,

se le bellezze sue sprezzai nel volto de la mia donna quasi in propria imago?

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LXXIX · Torquato Tasso · Poetry Cove