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1544–1595

LXXIII

Torquato Tasso

Arsi gran tempo e del mio foco indegno esca fu sol beltà caduca e frale, e qual palustre augel pur sempre l' ale volsi di fango asperse ad umil segno.

Or che può gelo del mio novo sdegno spenger ne l' alma il foco empio e mortale, scosso de l' aspro giogo al ciel ne sale con pronto volo il mio non pigro ingegno.

Lasso, e conosco or ben che quanto io dissi fu voce d' uom cui ne' tormenti astringa giudice ingiusto a traviar del vero. Perfida, ancor ne la mia lingua io spero

che donde pria ti trasse ella ti spinga d' un cieco oblio dentro a' profondi abissi.

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LXXIII · Torquato Tasso · Poetry Cove