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1544–1595

LXXII

Torquato Tasso

Non più crespo oro et ambra tersa e pura son quelle chiome che 'l mio laccio ordiro, e nel volto e nel seno altro non miro che vana di bellezza ombra e pittura;

fredda è la fiamma, e già la luce oscura de gli occhi, e senza grazia il moto e 'l giro, che quasi a' miei d' intorno un velo ordiro: lasso, e chi 'l senso e la ragion ci fura?

Ahi, che ben veggio il vero, e non l' ascondo in rime ornando di sì ricchi fregi la falsa imago che mirabil parve. Ecco, io rimovo le mentite larve:

or ne le proprie tue sembianze il mondo omai ti veggia e ti derida e spregi.

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