Eran velati i crespi e biondi crini
e 'l bel vermiglio e 'l candido colore,
e la bocca che spira un dolce odore
fra perle orientali e fra rubini;
e breve spazio dentro a' suoi confini
rinchiudea Maestà, grazia et onore,
e solo in voi si discopriva Amore
e da voi saettava, occhi divini;
e tanto m' abbagliò la vista ardita
che pien di maraviglia e pien d' oblio
non conobbi lo stral né la ferita.
“Lasso, deh, chi m' inganna?” allor diss' io;
“Lumi sereni de la oscura vita,
s' erro vostra è la colpa, e 'l danno è mio”.