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1544–1595

LXIX

Torquato Tasso

O sospetto che 'n bando poni ogni altro sospetto, o sollecito dubbio, o fredda tema, ché t' avanzi pensando

e cresci nel mio petto quanto la speme si dilegua e scema? S' amo bellezza estrema e reali costumi

e sembianti celesti e portamenti onesti, perch' avien che temendo io mi consumi e che mi strugga e roda,

s' altri l' ammira e loda? Già difetto non sei de la gentil mia donna, ché nulla manca in lei se non pietate;

e temer non dovrei ch' ove onestà s' indonna regnasse Amor fra voglie aspre e gelate; ma la sua gran beltate

ch' altrui sì rasserena e 'l mio sì picciol merto mi fa tremante e 'ncerto, talché sei colpa mia, non sol mia pena,

o cruda Gelosia, né 'l cor gli affanni oblia. E me stesso n' accuso ch' al mio dolor consento

sol per troppo voler, per troppo amare; e quel c' ha in sen rinchiuso con cento lumi e cento scoprire i' bramo, e non sol ciò ch' appare;

luci serene e chiare, soavi e cari detti, riso benigno e lieto, che fa nel più secreto

albergo l' alma fra i celati affetti? fra gli occulti pensieri, che vol ch' io tema o speri? E voi, sospiri accesi,

suoi fedeli messaggi, a cui ve 'n gite, a cui recate or pace? Deh, mi fosser palesi così dolci viaggi

e quel che nel suo cor nasconde e tace. Oimè, che più le piace valore o chiara fama o bella giovanezza

o giovanil bellezza o più sangue reale onora et ama: ma se d' amor s' appaga, forse del nostro è vaga.

E' 'l mio vero et ardente, e per timor non gela, né s' estingue per dubbio o per disdegno; e cresce ne la mente

s' egli si copre e cela, però sì rade volte ascoso il tegno. Ben di pietate è degno, e degni di mercede

sono i pensier miei lassi; o pur solo io l' amassi come il mio vivo foco ogni altro eccede, ché non temerei sempre

in disusate tempre. Né solo il dolce suono e l' accorte parole di chi seco ragione, e i bei sembianti,

ma spesso il lampo e 'l tuono e l' aura e 'l vento e 'l sole mi fan geloso, e gli altri divi erranti. Temo i celesti amanti,

e se ne l' aria i' veggio o nube vaga o nembo, dico: “Or le cade in grembo la ricca pioggia”, e co 'l pensier vaneggio;

e spesso ancor m' adombra alcuno Eroe ne l' ombra. Canzon, pria mancherà fiume per verno che nel mio dubbio core

manchi per gelo Amore.

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