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1544–1595

[>]LXIV[<]

Torquato Tasso

Quel dì che la mia donna a me s' offerse sotto mentite larve ad arte incolta, non la conobbi in quella guisa involta quando gli occhi leggiadri in me converse,

ch' a lo splendor fui vinto, e no 'l sofferse l' alma ch' in lei s' è trasformata e volta, e l' alma luce in sé medesma accolta ne' suoi raggi gli ascose e ricoperse.

O pur Amor che gli rivolge in giro, prese nove sembianze e novi inganni, volle a me far sì come a gli altri sòle. Finto andar, finti passi e finti panni,

vero scorno e vergogna, ond' io sospiro me stesso e lei, che mi fe' cieco al sole.

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