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1544–1595

LIII

Torquato Tasso

Costei, che su la fronte ha sparso al vento la vaga chioma d' or, fortuna pare, anzi è vera fortuna e può beare e misero può far del più contento,

dispensatrice no d' oro e d' argento o di gemme che mandi estranio mare, ma i tesori d' amor, cose più care, fura, dona, ritoglie in un momento,

cieca non già, ma solo a' miei martiri par che s' infinga tal, ciechi ne rende con due luci serene e fiammeggianti. Chiedi qual sia la rota ove gli amanti

travolve e 'l corso lor ferma e sospende? La rota fanno de' begli occhi i giri.

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