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1544–1595

III

Torquato Tasso

Ninfa, onde lieto è di Diana il coro, fiori coglier vid' io su questa riva; ma non tanti la man cogliea di loro, quanti fra l' erbe il bianco piè n' apriva.

Ondeggiavano sparsi i bei crin d' oro, ond' Amor mille e mille lacci ordiva, e l' aura del parlar dolce ristoro era dal foco che da gli occhi usciva.

Fermò la Brenta per mirarla il vago piede, e le feo del suo cristallo istesso specchio a' bei lumi ed a le treccie bionde. Poi disse: "Al tuo partir sì bella imago

partirà ben, Ninfa gentil, da l' onde, ma 'l cor fia sempre di tua forma impresso".

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