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1544–1595

III

Torquato Tasso

Su l' ampia fronte l' or crespo lucente sparso ondeggiava, e de' begli occhi il raggio al terreno adducea fiorito maggio e luglio a' cori oltra misura ardente;

nel bianco seno Amor soavemente scherzava, e farli non osava oltraggio, e l' aura del parlar cortese e saggio fra le rose spirar s' udia sovente.

Io che forma celeste in terra scorsi rinchiusi i lumi, e dissi: “Ahi, com' è stolto chi d' affisarvi gli occhi è troppo ardito”. Ma de l' altro periglio io non m' accorsi,

ché mi fu per gli orecchi il cor ferito e i detti andaro ove non giunse il volto.

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