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1544–1595

CXXVI

Torquato Tasso

Allor che ne' miei spirti intepidissi quel ch' accendevi tu celeste foco, cangiai l' usato corso a poco a poco et a me stesso vile e grave io vissi;

nulla poscia d' amor cantai né scrissi, e s' alcun detto ne formai per gioco io n' ebbi scorno, e garrir basso e fioco non chiaro carme risonare udissi.

Come cetra son io discorde o come lira cui dotta mano o rozza tocchi, et or noia or diletta in vario suono; e sol dolce il mio canto è nel tuo nome,

e solo allor che lodo i tuoi begli occhi mi detta Amor quanto di lui ragiono.

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