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1544–1595

CXXI

Torquato Tasso

Viviamo, amiamci, o mia gradita Ielle, edra sia tu che 'l caro tronco abbraccia; baciami, e i baci e le lusinghe taccia chi non ardisce numerar le stelle.

Bacinsi insieme l' alme nostre anch' elle: sia fabro Amor che le distempri e sfaccia, e d' ambedue confuse una rifaccia che per un spirto sol spiri e favelle.

Cara Salmace mia, come s' inesta l' una pianta ne l' altra, e sovra l' orno verdeggia il pero e l' un per l' altro è vago, tale io n' andrò de' tuoi colori adorno,

tale il tuo cor de' miei pensier si vesta e commun sia fra noi la penna e l' ago.

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