Viviamo, amiamci, o mia gradita Ielle,
edra sia tu che 'l caro tronco abbraccia;
baciami, e i baci e le lusinghe taccia
chi non ardisce numerar le stelle.
Bacinsi insieme l' alme nostre anch' elle:
sia fabro Amor che le distempri e sfaccia,
e d' ambedue confuse una rifaccia
che per un spirto sol spiri e favelle.
Cara Salmace mia, come s' inesta
l' una pianta ne l' altra, e sovra l' orno
verdeggia il pero e l' un per l' altro è vago,
tale io n' andrò de' tuoi colori adorno,
tale il tuo cor de' miei pensier si vesta
e commun sia fra noi la penna e l' ago.