Or che l' alpi canute, e pigre e salde
rende l' acque correnti il pigro verno,
gelo ancor io, ma un vago affetto interno
i miei pensieri avien che sproni e scalde;
e di tepida neve in dolci falde
sì belle rose e sì bei fior discerno,
e tai marmi spirar, ch' obietto eterno
sprezzan le voglie traviate e balde.
Ma da soverchio ardir nasce il timore,
e temo che 'l furor non le trasporte
sì che 'l ciel se ne sdegni, e d' orror m' empio.
Questo d' Iddio sì bello e vivo tempio,
ove onore e virtù son l' alte porte,
dunque immondo farò d' immondo amore?