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1544–1595

CXLIV

Torquato Tasso

Quel vago labro dal suo proprio sito molle si sporge e ritondetto in fuore, spinto per arte, mi credo io, d' Amore a fare a' baci insidioso invito.

Amanti, alcun non sia cotanto ardito ch' osi appressarsi ove tra fiore e fiore egli si sta per attoscarvi il core come angue suole: io 'l veggio et io l' addito.

Io ch' altre volte ne l' insidie ascose al laccio caddi, or ben le riconosco e le discopro, o giovenetti, a voi: qual di Tantalo i pomi omai le rose

fansi a l' incontra e s' allontanan poi; sol resta Amore che spira un dolce tosco.

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