L' anno son io, che fo sì cari balli,
e due volte ritorno
mentre da voi s' aspetta un lieto giorno.
Un bel giorno felice, in cui s' aggiunga
il buon Cesare insieme
e la casta Virginia. Ah! troppo è lunga
l' interna voglia e l' amorosa speme,
or che la virginella attende e teme
ne 'l suo dolce soggiorno
un cavalier di mille fregi adorno.
Egli i desiri, io doppio il corso e miro
altri segni, altre stelle,
simile ai lumi, ond' io ne 'l ciel mi giro,
e strade ancor più belle.
E passa la sua gloria e queste e quelle,
ed io co' 'l tempo ho scorno,
mentre l' un nome e l' altro or vola intorno.