Io fui già Flora, ah! non sia detto invano
or che Cesare mio così mi sfiora,
e se ne porta un novo fior lontano!
Novo fior di bellezza e d' onestate,
che vince le tue rose, o bell' Aurora,
teco fatte purpuree e teco nate;
e ben ch' ella mi lasci i fior vermigli,
tanto lieta sarò, quanto or si duole;
e seco fiorirà con aurei gigli,
che non distrugge il verno, o secca il sole.