L'oro e le gemme peregrine e l'armi,
le cittadi e i palagi e questa forte
reggia non t'acquistò l'instabil sorte,
che i doni, ove men debbe, usò negarmi,
ma la virtù de gli avi, in prose e 'n carmi
cantata e scritta, in cui l'avara morte
e 'l tempo non ha forza ov'egli apporte
tenebre oscure e strugga i duri marmi;
e la conserva il tuo valor, ch'a freno
tenne i nemici e fé sì nobili opre
che non l'aggiunge altrui parlare o canto;
né ti distingue la corona o 'l manto,
ma 'l sembiante real che l'alma scopre
e 'l volto ne' gran rischi ancor sereno.